GoAdv Story - Prologo
Scritto Friday 13 November 2009 alle ore 9:59
Le lancette dell'antica torre segnavano le 23 in punto. Il sole era andato a coricarsi gia da un po'. Quella notte d'autunno era fredda ma particolarmente limpida, tanto limpida che se qualcuno avesse acceso una lanterna su quella luna sorniona, si sarebbe potuto scorgere il dondolio scintillante della fiamma. Il vento soffiava con vigore sulle strade silenziose, e tutto intorno, l'atmosfera era carica di un' elettricita' primordiale, presagio di qualcosa che sta per prendere vita sinuosamente dall'aria stessa. - Ottimo! Perfetto, anzicheno'! - sussurro' gioioso Calogerus sfregandosi le mani segnate dal freddo e masticando una testa d'aglio. Era un fastidioso sebbene miracoloso rimedio al freddo pungente, diceva lui – Questo segreto e' stato tramandato nei secoli dai miei avi! - amava proferire in tono solenne e con una punta d'orgoglio - Il mio trisavolo lo tramando' al mio bisnonno, il mio bisnonno al suo unico figlio, lui a mio padre e infine lui, quel sant'uomo a me! Pensate che un mio antico parente, visse per ben 2 calende prigioniero sui monti Overturi, cibandosi solo di teste d'aglio! - Sulla sincerita' di questa storia, nessuno avrebbe scommesso un obolo, fatto sta che Calogerus, cosi come suo padre, suo nonno e via via fino a quel suo strano antenato, era uno scriba, uno di quei cosiddetti topi da biblioteca, animali solitari che si nutrono in modo frugale di tutto cio' che trovano di commestibile, affascinati piu' dalla polvere di antiche pergamente che dalla virtu' delle giovani fanciulle, nel caso del nostro scriba gia carenti a causa delle sue abitudini alimentari. Vincendo la loro quasi totale riluttanza ai rapporti interpersonali, gli scriba spesso si sposano per il solo scopo procreativo, in quanto uno scriba puo' diventare tale solo se figlio di uno scriba. La solita casta, insomma.
Detto questo, ingoiando cio' che rimaneva del suo spuntino, Calogerus si affretto' fiero verso la biblioteca. Il tempo era giunto. Gli astri, il tempo, la forza degli elementi, l'olezzo erano allineati e pronti a far da cornice alla storia che avrebbe cambiato il corso degli eventi. Gli imperi, i popoli, si sarebbero evoluti, tutto il creato si sarebbe risvegliato dal torpore e sarebbe risorto guidato da una nuova speranza - E la gente parlera' di me, Calogerus, lo scriba guidato dalla mano degli angeli e dall'immaginario dei demoni! Colui che sara' conosciuto per gli eoni a venire, come il saggio dei saggi, il venerabile, la divinita' che ha conquistato la destra del signore con la forza della sua penna! - Hey tu! Scendi subito dal mio carretto! - La voce che interruppe l'idillio, era quella di un contadino che correva verso Calogerus imbracciando minacciosamente un forcone. Il nostro povero scriba venne come ridestato da un sogno: preso dall'eccitazione non si era accorto di essere balzato sul carretto del fattore, intento a benedire i campi brandendo un bastoncino di faggio. Goffo e piuttosto affaticato, Calogerus si mise a correre verso la biblioteca. Un principio perfetto e' vero, per una storia sgangherata come questa..