Perché tre tatuaggi?

Si dice che i tatuaggi debbano essere tre o essere comunque in numero dispari perché, in caso contrario, portano male. 

Questa “leggenda metropolitana” ha in realtà le sue radici da in una romantica leggenda. Si tratta di una storia legata all’ambiente marinaresco dell’ottocento. I marinai che, probabilmente appresero la tecnica di decoro del corpo durante i viaggi in Polinesia, pare che si tatuassero una prima volta prima di partire per un lungo viaggio (alcuni dicono il primo), una seconda arrivati a destinazione e una terza rientrati a casa. 

Da qui la leggenda che portare un numero di tatuaggi pari è un pò come non essere ritornati dal proprio viaggio. Avere tre tatuaggi rappresenta invece aver compiuto il proprio viaggio ed essere tornati vicino alla propria famiglia. 

Un pò romantico forse, ma cosa sarebbe la vita senza un pò di romanticismo?

Le origini del mio nick name

Cercando in giro per internet si possono trovare principalmente due riferimenti per il nome grisou.

Il primo è quello legato al gas combustibile inodore e incolore che si sviluppa spesso nelle miniere di carbone e zolfo.

Il secondo è quello legato ad un simpatico cartone animato degli anni ’70. Il protagonista è un giovane draghetto di nome Grisu (Grisue le petit) che, contrariamente al volere del padre Fumè (che difende la tradizione sputa-fuoco della stirpe), vuol fare il pompiere. Pur di non diventare un malvagio, Grisu tenta un mestiere dopo l’altro, dimostrando lodevole impegno. Ma, per colpa dell’indole giovanile, finisce quasi ogni volta per scatenare una fiammata che manda a monte i suoi progetti, per la delusione del piccolo e la gioia del padre. A volte, il fuoco ne migliora l’opera (Fulguria, Cavernizia, Gommuria…) ma il piccolo, sebbene osannato dal padre e dagli altri personaggi, si abbatte e ripete: “da grande farò il pompiere”.

Il mio nick e soprannome prende spunto da questo cartone. Da piccolo spesso mi sedevo a guardare questo cartone e mi ritrovavo nei sogni di quel piccolo draghetto. Il futuro è stato tutt’altro. Per vivere mi occupo sviluppo software per il web anche se non ho sempre fatto questo. Ma quel draghetto con i suoi bei ideali ed i suoi sogni non mi ha mai abbandonato e verso la metà degli anni ’90 è diventato il mio nick (anche se in versione leggermente modificata).

In gioventù ho avuto, in più di una occasione, a che fare con il fuoco. All’età di sette anni mi sono ustionato tutte e due le gambe cadendo su un bracere acceso. Il ricordo di quell’evento è sempre impresso nella mia mente anche se il tempo ha ormai coperto quasi ogni cicatrice. Forse un pò questo, forse un pò il cartone animato del mio piccolo amico verde e all’età di dicassette anni e mezzo mi sono iscritto in una associazione di volonatri che operava nella protezione Civile (F.V.R.S. – Federazione Volontari Radio Soccorso). Le attività principali? AIB, che sta per AntIncendio Boschivo. Li di fuoco ne ho veramente visto tanto in oltre dodici anni di attività. Poi il tempo per il volontariato è diminuito sempre più ed ormai non faccio altro che seguire le loro gesta sui social networks.

Oggi porto sempre con me un Grisu tatuato sulla caviglia destra.